Mi ricordo vivamente il momento in cui una persona mi chiese: “Perché vuoi fare la psicologa?”. Ero al terzo anno dei miei studi all’Università di Psicologia e mi è sempre rimasta in mente la mia risposta. Forse non posso riportare le parole esatte che usai, ma suonavano all’incirca così: “Voglio aiutare le persone a trovare la CHIAVE giusta con cui vivere la propria vita serenamente, perché ognuno di noi ha una CHIAVE diversa per essere felice, si tratta di trovarla”. Mi ricordo anche che mentre lo dicevo avevo nella mia mente l’immagine della mia mano che girava una chiave in una toppa per aprire una porta, e poi lo faceva per un’altra ancora lì vicino.
All’epoca non sapevo di cosa stessi parlando, ma in tutti questi lunghi anni di studi non ho mai dimenticato quella parola: “CHIAVE”. Forse adesso direi che stava parlando il mio desiderio di liberare parti di noi rimaste chiuse da troppo tempo, il voler liberare le parti di noi che mettiamo in prigione nascondendole, vergognandocene, censurandole. Parlavo già allora di libertà, della libertà di vivere ogni parte di noi, così com’è e per quello che è.
Quali penso siano le CHIAVI che in una psicoterapia possano aiutare ad aprire quelle stanze?
La prima è sicuramente una relazione sincera e autentica, poi un posto dove sentirsi al sicuro e protetti, l’astensione dal giudizio e qualsiasi forma di pregiudizio, la curiosità, l’esplorazione, l’ironia e il gioco.